Come un territorio diventa creativo: le lezioni che ci manda Aldo Manuzio

Questo articolo riprende le grande lignee di Comment une terre devient créative. Une leçon vénitienne, pubblicato nella rivista Futuribles n° 414, settembre-ottobre 2016. https://www.futuribles.com/fr/revue/414/

E’ bene celebrare i cinque cento anni della morte del Manuzio, ma bisognerebbe tirare le lezioni molto attuali che ci trasmette l’inventore dell’editoria moderna. Come Aldo Manuzio e gli altri imprenditori umanisti sono riuscito a costruire la Silicon Valley del libro alla fine del 400? Cosa, oggi, possiamo fare per rilanciare nostro sviluppo e mostrarsi degni di questo passato?

Un impegno politico 

Non dobbiamo occultatore la dimensione politica, oltre culturale, dell’argomento. Ci sarebbe piaciuto leggere all’entrata della bella mostra consacrata dall’Accademia a Manuzio[1] : «… se si maneggiassero di più̀ i libri che le armi, non si vedrebbero tante stragi, tanti misfatti e tante brutture, tanta insipida e tetra lussuria». [2] Non è per caso che Aldo a fatto scrivere all’ingresso della sua prima stamperia questa frase che esprime il suo pieno impegno civico, politico.

Ricordiamo che Aldo Manuzio e i suoi amici umanisti, in particolare Pico della Mirandola, non cercavano un rifugio nell’erudizione per scapare da una pesante attualità fatta di guerre e drammi ; avevano al contrario degli obiettivi culturali e politici strettamente legati, intrecciati, che sono sempre attuali. Pico della Mirandola ha scritto un libro sulla dignità dell’essere umano[3] ed è forse stato avvelenato perché difendeva il diritto di ciascuno ad usare la sua propria intelligenza ed esercitare il suo libero arbitrio.

Questo rimane più d’attualità che mai.

Per il Bene pubblico

Questi umanisti avevano dei valori, in particolare la prevalenza data al bene pubblico, che sarebbero più necessario oggi che mai. Il suo intento era di « dedicare la vita al vantaggio dell’umanità »[4]. La conoscenza della letteratura greca era una « necessità » per i giovani e per gli adulti in « tempi tumultuosi e tristi in cui è più comune l’uso delle armi che quello dei libri ».

Aldo sperava, scrive Tiziana Plebani[5], far argine alle armi con le idee ed offrire così agli uomini «la speranza di tempi migliori grazie ai molti buoni libri che usciranno stampati, e dai quali, ci auguriamo, sarà spazzata via una buona volta ogni barbarie» (Aristotele Opere logiche,1495). Questo deve farci riflettere in questo periodo di terrorismo mondiale : non bastano le risposte militare e poliziesche. L’arma principale è la cultura, dunque si costruisce nella Scuola.

Liberare le mente

Aldo era persuaso della necessità di diffondere le opere dell’Aristotele, che raccomanda di confrontare le idee all’osservazione della realtà. Questo si oppone al diktat teologico secondo il quale si deve accettare senza discutere la realtà rivelata dai rappresentanti di Dio: i poteri religiosi e feudali. Senza questa liberta del pensiero e questo ritorno all’osservazione, non ci sarebbe stato progresso scientifico né rivoluzione industriale. Fare leggere le opere antiche, ed in particolare difendere e diffondere il pensiero di Aristotele, era il mezzo trovato da Manuzio per liberare le mente europee dal dogmatismo medievale che combatterà anche il suo amico Erasmo. Per questo, il pedagogo Manuzio si è trasformato in imprenditore, innovatore, tipografo ed editore. Nello stesso tempo, ha dimostrato che in faccia dell’avido capitalismo di corte termine, esiste un capitalismo di lungo termine mosso da nobili valori ed ambizione. Ancora una lezione più che d’attualità. Un’altra lezione è che Aldo ha sempre lavorato e agito non solo ma in rete, attirando a lui i talenti illuminati dell’Europa nella sua Accademia aldina.

Le risorse creative della Repubblica veneta

Cosi Venezia ha potuto attirare un genio come Aldo Manuzio perché ha riunito, alla fine del Quattrocento, varie condizioni necessarie alla costruzione d’un paese creativo capace di svilupparsi grazia all’innovazione tecnica, imprenditoriale e culturale.

Venezia ha saputo valorizzare l’invenzione tedesca della stampa. La Serenissima è diventata la capitale mondiale del libro, perché ha riunito una massa critica di conoscenze e talenti complementari in letteratura antica, filosofia, storia, lingue antiche e moderne, arti plastiche, tecniche, industria, commercio internazionale,

Questo è stato possibile soltanto perché Venezia era accogliente per gli stranieri e non xenofoba, era la città la più cosmopolita del mondo. Manuzio l’ha definito come un « luogo più simile a un mondo intero che a una città ».[6] Sarebbe stato opportuno di fare per questo il legame tra la mostra sul Manuzio all’Accademia e quella successiva, al palazzo Ducale, sugli Ebrei, dové è per altro esposto un libro portatile, “introduzione alla lingua ebraica” editato dal Manuzio.[7]

C’erano a Venezia una tolleranza, una liberta di pensiero, un’apertura sul mondo, un interesse per gli altri che permettevano di “pensare altrimenti”, dunque d’innovare.

C’erano dirigenti colti, rispettosi della cultura e dei creativi. La Repubblica aveva avuto l’intelligenza d’utilizzare non soltanto l’Università di Padova ma anche le nuove Scuole di Rialto (1408) e della Cancelleria di San Marco (1446)[8].

C’era anche un rigore nell’amministrazione della Repubblica che cacciava la corruzione e gli abusi finanziari a un livello senza pari in tutta l’Europa.

Venezia, capitale mondiale dell’editoria, ha perso la sua preminenza appena una di queste condizioni non è stata più riempita: la liberta d’espressione e di pensiero, sotto la pressione dell’Inquisizione romana, col rogo di migliaia di libri “eretici” nel 1548 ed ebrei nel 1553.

La sfida per noi oggi

Le lezioni più utili che mai che questo episodio della storia veneziana ed europea ci trasmette è evidente. Possiamo, al livello d’una città, d’una regione ed anche della nostra Europa[9], ricostruire le condizioni d’uno sviluppo economico, culturale, politico, anzi, d’un nuovo Rinascimento. Pero dobbiamo riunire certe condizioni:

  • apertura sul mondo, sugli “altri”, tolleranza,
  • attrattività per i talenti anche disturbanti, per i nuovi Manuzio ,
  • liberta di pensiero e d’espressione,
  • una Scuola ed una Pubblica Amministrazione promuovendo questi valori, questi atteggiamenti, insegnando a lavorare in squadra, come Aldo, e non l’uno contro gli altri ?
  • dirigenti colti, capacci d’ascoltare gli altri, d’attirare i creativi e degli imprenditori rispettosi del bene pubblico e di tutte le parti interessate,
  • dei dirigenti politici e amministrativi onesti, col coraggio d’agire nel lungo termine.

A noi d’agire per riunire queste condizioni d’un futuro possibile, d’un futuribile positivo fra tanti futuribili orrendi, come gli illuminati del Quattrocento hanno riuscito a farlo, malgrado tutte le difficolta create da queste guerre e barbarie denunciate dal Manuzio.

Arlette e Andrea Portnoff

Agosto 2016, Venezia.

andre-yves.portnoff@wanadoo.fr

[1] http://www.mostraaldomanuzio.it/exhibition/manuzio

[2] Angelo Colombo, Aldo Manuzio : http://ambrosiana.comperio.it/sites/ambrosiana/assets/Ambrosiana/Manuzio-per-opac.pdf

[3]https://books.google.it/books?id=ttWhxemy4NAC&printsec=frontcover&dq=inauthor:%22Giovanni+Pico+della+Mirandola%22&hl=it&sa=X&ei=6t7RUanDNYmKOMCsgbAI&ved=0CDQQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false

[4] Aldo Manuzio, Prefazione alla grammatica greca di Costantino Lascaris, 1495. E Mario Infelise : http://www.treccani.it/enciclopedia/manuzio-aldo-il-vecchio_(Dizionario-Biografico)/

[5] Tiziana Plebani, la voce di Aldo Manuzio: una risorsa per il nostro tempo. https://www.academia.edu/10624229/LA_VOCE_DI_ALDO_MANUZIO_UNA_RISORSA_PER_IL_NOSTRO_TEMPO

[6] Aldo Manuzio, nella prefazione alle opere di Poliziano, poeta, amico di Lorenzo il Magnifico, precettore dei suoi figli.

[7] http://palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/mostra-cinquecentenario-ghetto-venezia/2016/03/17043/venezia-gli-ebrei-e-leuropa/

[8] Marino Zorzi Storia. Il Rinascimento. Politica e cultura – La cultura: DAL MANOSCRITTO AL LIBRO – Volume 4 (1996

http://www.treccani.it/enciclopedia/il-rinascimento-politica-e-cultura-la-cultura-dal-manoscritto-al-libro_(Storia-di-Venezia)/

[9] Cf. Edgar Morin, Mauro Ceruti, La nostra Europa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2013

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A propos andreyvesportnoff

André-Yves Portnoff docteur ès sciences physiques, a été chimiste, chercheur en métallurgiste nucléaire au CEA avant de devenir journaliste à l’Usine nouvelle puis de diriger pendant dix ans Sciences & Technique, revue de prospective technologique. Co-auteur en 1983 du premier rapport français sur l’économie de l’immatériel (La Révolution de l’intelligence ) André-Yves Portnoff est consultant en innovation et conduite du changement, chercheur indépendant en partenariat avec le groupe de prospective Futuribles où il a développé un outil d’autodiagnostic des organisations basé sur les facteurs immatériels. Il enseigne notamment dans le MBA de la HEG de Fribours (Suisse). Avec Futuribles et Hervé Sérieyx (coauteur de Aux actes, citoyens ! Maxima éditeur) http://www.priceminister.com/nav/Livres/kw/andre%20yves%20portnoff Il mène actuellement une campagne pour la ré-industrialisation de la France et le retour de l’Europe à l’économie réelle. « Aux Actes Citoyens – de l’indignation à l’action » Ou comment transformer l’indignation pour qu’elle devienne constructive? Comment des initiatives innovantes peuvent transformer nos sociétés ? Soit, le pari de l’intelligence....des puces, des souris et des hommes Jean Michel Billaut: Connaissez-vous André-Yves Portnoff from Paris ? Aux actes citoyens : les e-pap http://www.dailymotion.com/video/xlmjrd_made-in-france-in-europe-andre-yves-portnoff-aux-actes-citoyens_news La Tribune: http://www.latribune.fr/opinions/20111109trib000662913/reindustrialiser-questions-de-confiance-.html L’Expansion : http://lexpansion.lexpress.fr/economie/les-grosses-entreprises-en-france-empechent-la-croissance-des-pme_264749.html En chanson : http://www.dailymotion.com/video/xjetbe_aux-actes-citoyens_news Commentez: http://fr-fr.facebook.com/pages/Aux-actes-citoyens-De-lindignation-à-laction/14815372191829 et http://www.facebook.com/profile.php?id=719057033&ref=tn_tnmn
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