Due Italiani all’Elysée, un esempio per Venezia !

Il 2 marzo scorso, abbiamo incontrato due giovani Italiani nel Palazzo dell’Elysée. Qualche minuto dopo, il presidente della Repubblica francese, François Hollande, il ministro dell’Industria e il vicesindaco di Parigi si congratulavano con loro. Borna Scognamiglio e Francesco Travagli hanno creato a Parigi, con il loro compagno libanese Wissam Sammouri, la startup MeshUp (http://www.meshup.fr). Propongono un programma digitale per aiutare gli studenti a scegliere la loro strada universitaria secondo la loro personalità e il loro curriculum. Questi tre giovani fanno parte dei 49 neo-imprenditori premiati dal programma Paris French Tech Ticket, scelti tra 1372 candidati. Questi giovani – età media di 31 anni – venuti dall’India, gli Stati-Uniti, la Russia, il Brasile e tanti altri paesi, hanno proposto di creare a Parigi delle aziende innovative.

I laureati riceveranno 25000 € ciascuno durante un anno e godranno di varie facilitazioni amministrative per lavorare in Francia. Nello stesso tempo, un altro programma incoraggia a tornare in Francia i giovani francesi partiti per lavorare all’estero. Il presidente Hollande ha insistito su due fatti: i Francesi che rimangono all’estero possono anche contribuire allo sviluppo del paese, e i talenti stranieri che vengono in Francia non devono essere considerati come concorrenti ma come un rinforzo dei talenti francesi.

L’anno prossimo, l’operazione di attrazione dei talenti dal mondo sarà estesa a 13 città francesi che cercheranno di attirare 200 creatori d’imprese. Tutto questo non risolve il problema maggiore dell’Europa, che crea molte piccole imprese ma non riesce a proteggere la loro crescita dalla pressione dei grandi gruppi. Ma è vitale, per ricostruire lo sviluppo dei nostri paesi, attirare i talenti del mondo intero e limitare la fuga dei nostri compatrioti, specialmente dei giovani diplomati. Irene Tinagli ha ben descritto, nel suo libro Talento da svendere, l’esodio dei giovani Italiani, disperati di non essere riconosciuti per le loro capacità nel loro paese. Questo si osserva, più o meno, in tutta l’Europa.

Da un anno, si celebra a Venezia il più geniale editore della storia, Aldo Manuzio, morto in 1515, uno degli uomini che hanno trasformato Venezia in Silicon Valley del libro, la capitale mondiale dell’editoria https://www.youtube.com/watch?v=WP8nBpTgE20. Ma sarebbe urgente ricavare una lezione da questo glorioso esempio. Il Manuzio non è nato a Venezia, ma come tanti altre persone di talenti, ha deciso di stabilirsi nella Serenissima. Oggi, un territorio si sviluppa nell’interesse di tutti, cittadini compresi, soltanto se è capace d’attirare imprenditori e talenti. E gli economisti si sono resi conto che le imprese vanno nei territori dove si vive bene, dove i cittadini non scappano via. Cosi possono sperare di mantenere i lori migliori dipendenti, quelli che costruiscono e mantengano la competitività delle proprie aziende.

Per Venezia la lezione è chiara. Bisogna fermare l’emorragia continua dei cittadini e, per questo, ristabilire le condizioni d’una vita quotidiana meno difficile. Bisogna anche lottare contro tutti quelli che, nel loro interesse privato ed egoista, cercano di mantenere l’esodo dei cittadini e trasformare la città che sopravvive in una volgare Disneyland! E’ necessario attirare dei talenti capaci di creare delle nuove imprese a Venezia. Non importa che imprese. Come abbiamo scritto, nel Gazzettino del 20 settembre 2012, Venezia possiede un capitale storico e naturale ideale per sedurre delle imprese basate su un’alta creatività nel vasto campo dell’informatica, delle telecomunicazioni, ed anche del design, della ricerca. Per fortuna, queste imprese fondate sull’intelligenza non sono inquinanti e possono svilupparsi senza degradare il patrimonio artistico e storico che fa di Venezia un’attrazione per il mondo intero. Sarebbe bello seguire l’esempio parigino e lanciare un concorso per convincere ogni anno dei talenti stranieri a creare delle aziende innovative ma non inquinante a Venezia. Bisognerebbe proporre un luogo adatto, per esempio nell’Arsenale, e dare delle facilitazioni amministrative. Forse sarebbe utile creare una fondazione. Una tale azione sarebbe, nel lungo termine, assai più efficiente che cercare di mantenere in vita attività del passato che danneggiano la città e l’ambiente, come quelle legate alle grandi navi e il turismo di massa. Ma per questo, bisogna trovare il coraggio di resistere a tutti quelli che hanno interessi privati contrari all’interesse comune, come gli approfittatori del Mose che, anno dopo anno, fanno affogare quel che rimane della Venezia superstite.

Ricordiamo che Venezia è diventata la capitale dell’editoria anche grazia al fatto che, all’epoca, la corruzione dei patrizi era rarissima perché era punita senza alcuna indulgenza. Non dimentichiamo il più che mai d’attualità Editto di Egnazio http://www.treccani.it/magazine/cultura/Acqua_e_Cibo_a_Venezia.html# che, cinque secoli fa, ordinava di condannare, come un traditore, chiunque danneggiasse le acque della laguna. Jean-Claude Barreau osserva in un bel libro (Un capitalisme à visage humain, le modèle vénitien https://www.herodote.net/Un_capitalisme_a_visage_humain-bibliographie-307.php ) che, quando nel resto dell’Europa, grandi ministri come Richelieu si riempivano le tasche col denaro dei contribuenti, Venezia era un’eccezione dove le aggressioni al bene pubblico erano punite con morte. Non abbiamo, naturalmente, alcuna nostalgia per la pena di morte, ma anche sul piano della moralità pubblica, Venezia deve ridiventare un esempio per l’Europa se vuole rinascere. Disneyland-bis o Silicon Valley del futuro, bisogna scegliere, non c’è compromesso possibile.

Arlette e Andrea Portnoff

Parigi

 

Advertisements

A propos andreyvesportnoff

André-Yves Portnoff docteur ès sciences physiques, a été chimiste, chercheur en métallurgiste nucléaire au CEA avant de devenir journaliste à l’Usine nouvelle puis de diriger pendant dix ans Sciences & Technique, revue de prospective technologique. Co-auteur en 1983 du premier rapport français sur l’économie de l’immatériel (La Révolution de l’intelligence ) André-Yves Portnoff est consultant en innovation et conduite du changement, chercheur indépendant en partenariat avec le groupe de prospective Futuribles où il a développé un outil d’autodiagnostic des organisations basé sur les facteurs immatériels. Il enseigne notamment dans le MBA de la HEG de Fribours (Suisse). Avec Futuribles et Hervé Sérieyx (coauteur de Aux actes, citoyens ! Maxima éditeur) http://www.priceminister.com/nav/Livres/kw/andre%20yves%20portnoff Il mène actuellement une campagne pour la ré-industrialisation de la France et le retour de l’Europe à l’économie réelle. « Aux Actes Citoyens – de l’indignation à l’action » Ou comment transformer l’indignation pour qu’elle devienne constructive? Comment des initiatives innovantes peuvent transformer nos sociétés ? Soit, le pari de l’intelligence....des puces, des souris et des hommes Jean Michel Billaut: Connaissez-vous André-Yves Portnoff from Paris ? Aux actes citoyens : les e-pap http://www.dailymotion.com/video/xlmjrd_made-in-france-in-europe-andre-yves-portnoff-aux-actes-citoyens_news La Tribune: http://www.latribune.fr/opinions/20111109trib000662913/reindustrialiser-questions-de-confiance-.html L’Expansion : http://lexpansion.lexpress.fr/economie/les-grosses-entreprises-en-france-empechent-la-croissance-des-pme_264749.html En chanson : http://www.dailymotion.com/video/xjetbe_aux-actes-citoyens_news Commentez: http://fr-fr.facebook.com/pages/Aux-actes-citoyens-De-lindignation-à-laction/14815372191829 et http://www.facebook.com/profile.php?id=719057033&ref=tn_tnmn
Cet article, publié dans corruption; état de droit;, politique; économie; chômage; crise; créativité;, politique; économie; criminalité, est tagué , , , , . Ajoutez ce permalien à vos favoris.

Laisser un commentaire

Entrez vos coordonnées ci-dessous ou cliquez sur une icône pour vous connecter:

Logo WordPress.com

Vous commentez à l'aide de votre compte WordPress.com. Déconnexion / Changer )

Image Twitter

Vous commentez à l'aide de votre compte Twitter. Déconnexion / Changer )

Photo Facebook

Vous commentez à l'aide de votre compte Facebook. Déconnexion / Changer )

Photo Google+

Vous commentez à l'aide de votre compte Google+. Déconnexion / Changer )

Connexion à %s