700 professionisti interpellano i dirigenti francesi. E in Italia?

In Francia, le iniziative energiche del nuovo governo italiano sono considerate come esemplari. Ma in Italia come in tutta l’Europa è necessario cambiare i metodi di decidere, esseguire, lavorare. Altrimenti, molti sacrifici saranno fati in vano.

Il presidente della Repubblica francese ed il suo Primo Ministro hanno ricevuto fine giugno una lettera presentando il Manifesto “Valore” firmato da 700 professionisti, imprenditori, responsabili dell’amministrazione e qualche eletti. Il messaggio è semplice: fare capire ai dirigenti politici, amministrativi ma anche alle grande imprese private che in Francia, come in tanti paesi della nostra Europa, sprechiamo tempo, miliardi, materie prime, perdiamo competitività perché non mettiamo in pratica i metodi ben conosciuti che permettono di produrre più valore per tutti con meno risorse. È un lusso che non potiamo più permettersi. Siamo in una situazione d’emergenza. Non possiamo cavarsela finche le autorità si contentano di decidere di quanto devono ridurre le spese invece di cercare come spendere meglio, con più intelligenza e efficacia, e preparare meglio decisioni più pertinente.

I 700 firmatari che hanno già portato il loro appoggio al Manifesto su http://www.change.org/fr/p%C3%A9titions/collectif-valeur-s-management  sono consulenti, professionisti, imprenditori, delle personalità come Henri Malosse, Presidente del CESE, Comitato economico e sociale europeo e Domenico Rossetti Di Valdalbero, Amministratore Principale alla Commissione Europea per la DG Research. Più del dieci per cento dei firmatari non sono francesi quel che mostra che il problema non è specificamente francese.

I metodi che mettiamo in avanti, come l’Analisi di Valore, sono frenati perché non piace, nella nostra cultura gerarchica, esplicitare gli obiettivi e coinvolgere i rappresentanti di diverse funzioni, e non soltanto i dirigenti.

Proprio per questo non sarebbe più possibile alle Pubbliche Amministrazioni di non prendere le misure necessarie per impedire scandali come la truffa « carroussel » sul l’IVA che costa un centinaio di miliardi ai Stati europei… I servizi ai cittadini sono troppo spesso sacrificati per rivalità interne. Questi comportamenti esistono anche in molte grande imprese contro l’interesso a lungo termine delle imprese, dei loro clienti e dipendenti.

Nostri colleghi del Quebec, specialisti di Value Analisis, preparano una versione inglese per l’America del Nord.

Pensiamo che in tutta l’Europa i professionisti dovrebbero interpellare i dirigenti e spiegare che tutti devono lavorare in modo più serio, e che nostro avvenire, la competitività dei nostri paesi, il ritorno del lavoro e di un maggiore benessere, dipendono da la generalizzazione dei metodi e di lavoro che permettono di sprecare meno e limitano le decisioni oscure.

André-Yves Portnoff

Direttore dell’Osservatorio della Rivoluzione dell’Intelligenza, Parigi. Prospettivista, professore associato alla HEG di Friburgo.

Testo del Manifesto Valore, tradotto in Italiano.

Manifesto per più Valore/Valori nelle decisioni pubbliche e le imprese

I firmatari fanno appello al senso di responsabilità dei dirigenti economici, amministrativi e politici affinché tengano conto di ciò che avviene in Europa: in un contesto di penuria di risorse, fare tagli  al bilancio senza cambiare le nostre pratiche conduce il popolo a più  sofferenze ed a nuovi sacrifici.

Il declino che ci minaccia non è un punto ineluttabile.

Possiamo restaurare la nostra competitività, ridurre le cariche dei cittadini e delle imprese, migliorare il livello generale di vita a condizione di semplificare drasticamente le regole, le procedure, le strutture nel settore, sia pubblico che privato.

Questo esige un cambiamento di mentalità e di metodo.

Dappertutto, sprechi di risorse umane, ecologici e finanziari costano miliardi all’economia e compromettono il futuro. Il « millefoglie » amministrativo è sempre più indigesto: i progetti importanti non arrivano a buon fine, le semplificazioni annunciate rimangono lettera morta perché s’impiega ben troppo di rado i metodi che le renderebbero possibili, per disconoscenza, visioni superate, conflitti d’interesse,  attaccamento allo statu quo…

Questi metodi provati, li chiamiamo “Valore/Valori” [*]: il loro scopo è di creare valore per tutti i stakeholders e i loro risultati dipendono dai valori di quelli che li adoperano.

La loro efficacia è dimostrata in tutti i campi, spesso da decenni. Essi permettono di produrre più valore e, nello stesso tempo, di spendere meno, con migliori condizioni psicologiche e materiali di lavoro.

Questi sprechi, regolarmente denunciati dalla Corte dei Conti, sono crudelmente evidenti, però, i risultati misurabili di questi metodi per la creazione di valore rimangono occultati.

–          Se Ariane lancia satelliti in condizioni concorrenziali  è principalmente perché, dallo stadio della sua ideazione, si è pensato di  eliminare tutto quello che non produrrebbe valore per i clienti utilizzatori.

–          Se, in Alsazia, i pazienti del reparto oncologico non aspettano più di tre giorni invece di tre settimane il loro primo esame, è grazie a un lavoro collettivo sfruttando l’esperienza di ciascuno, senza spese supplementari!

–          Se un’impresa di elettrodomestici continua a produrre in Francia malgrado la concorrenza lowcost, e se un distributore conserva come fornitore di prodotti in legno una bottega francese piuttosto che un fornitore d’Europa Centrale, le ragioni sono le stesse:  questi due imprenditori hanno valorizzato la reattività, la prossimità col mercato e hanno tenuto conto degli impatti economici globali, senza dimenticare quelli legati all’ambiente ed alla loro immagine.

L’osservazione dei bisogni insoddisfatti, l’eliminazione collettiva dei costi inutili e il passaggio da una visione ristretta del solo giro d’affari a una visione “valore aggiunto” hanno permesso a tante imprese d’innovare, di sviluppare sia competitività che occupazione.

Nell’Industria, nei Servizi, a volte nell’Amministrazione, all’estero più spesso che in Francia, gli esempi non mancano, rivelando l’immenso giacimento di progresso attualmente ignorato dalla maggioranza degli uomini di potere.

La chiave delle performance nella durata risiede nel prendere in considerazione tutti i potenziali di creazione di valore per fidelizzare i suoi clienti, mobilizzare i suoi dipendenti e fornitori, e nello stesso tempo, rispettare l’ambiente e sviluppare il territorio in maniera responsabile.

Risultati spettacolari possono essere ottenuti utilizzando metodi che condividono tre caratteristiche :

–          Raggruppare i dati con un approccio sistematico, cioè afferrare i problemi nella loro globalità, tenendo conto degli obiettivi degli stakeholders interdipendenti. Non si cerca di ridurre il costo di un’attrezzatura senza coinvolgere i suoi operatori, i responsabili della sua manutenzione, i fornitori, gli ideatori, i finanziatori, gli utilizzatori del servizio al quale contribuiscono, ecc … Si evitano anche le false economie: costi nascosti di manutenzione, obsolescenza prevedibile, rischi di incidenti sul lavoro …

Per esempio, per un trapianto, si sceglierà di far venire un rene per via aerea piuttosto che in machina. Il costo extra apparente sarà largamente compensato dalla riduzione del numero di sconfitte imponendo costose dialisi e sofferenze umane.

–          Ridare un significato con obiettivi espliciti, condivisi, tradotti in servizi per i clienti e in livelli di esigenza. Non ci si limita più a dire “come fare”: ci si pone la questione “per che cosa » e “per chi”. Questo chiarimento preliminare eviterebbe tanti investimenti senza valore reale per gli altri stakeholders.

Fonte di economia: questa trasparenza rassicurerebbe i cittadini-contribuenti che,  da un decennio, diffida della classe politica; inoltre, ripristinerebbe la fiducia dei dipendenti nei confronti del loro management.

–          Coinvolgere: i livelli requisiti e i mezzi per conseguirli sono definiti collettivamente, riunendo – nell’impresa o nell’amministrazione – dei rappresentanti di diverse funzioni, e non soltanto i dirigenti.

Quest’approccio partecipativo ha due virtù: mobilizza competenze ed esperienze che di solito non vengono confrontate nelle organizzazioni francesi compartimentate e gerarchizzate. Così si ottiene, grazie alle sinergie, un’intelligenza collettiva superiore alla somma dei talenti individuali.  Si valorizza anche il lavoro di ciascuno, creando una visione condivisa. E’ questo che consolida la competitività.

–          La procedura classica di lasciare gli eletti e i tecnici decidere da soli, induce regolarmente conflitti, ritardi, costi extra. Invece di decidere con gli esperti, un sindaco nel centro della Francia ha associato dei cittadini volontari di tutte le tendenze politiche all’elaborazione di un progetto a lungo termine per utilizzare i locali liberati dalla chiusura di un ospedale.

La generalizzazione dei procedimenti partecipativi per creare valore incontra in Francia più reticenze che in altri paesi perché questi procedimenti sono in contraddizione con ciò che rovina la nostra competitività collettiva:

–          visione ipergerarchica del management,

–          confusione tra conformismo e ordine ,

–          organizzazioni in compartimenti stagni,

–          relazioni di rivalità e non di cooperazione o di emulazione

–          difesa dei feudi piuttosto che costruzione di un progresso comune.

Troppi responsabili, contrariati all’idea di applicare questi metodi, pretendono un accordo comune per meglio scartarli.

Siamo convinti che il nostro paese non può più permettersi il lusso di continuare a sostenere queste aberrazioni e che il ricorso ai “procedimenti valore » è diventato un’opzione politica maggiore al di là delle divisioni partigiane.

I poteri pubblici hanno il dovere di utilizzare questi procedimenti, spesso congiunti con la mutazione digitale, come leva per una rapida evoluzione della cultura delle amministrazioni, delle imprese del settore pubblico e delle società in cui lo Stato è azionista. I risultati, compresi finanziari, sarebbero presto evidenti e avrebbero un effetto d’impulso nel settore privato.

 

Firmatari iniziali del Manifesto al suo lanciamento su  http://chn.ge/1jHeYnH in ordine alfabetico:

François ALBERT, esperto in Analisi del Valore e Lean-Six Sigma

Claude BAUMGARTEN, insegnante all’internazionale in Management dal Valore

Alain BELTRANDO, international business developer, ex-presidente dell’AFAV (Associazione Francese dell’Analisi del Valore)

Cédric BERGER, consigliere  nella re-organizzazione e procedura nella qualità, presidente dell’IIBA Ginevra (International Institute of Business Analysis)

Sabine BOHNKÉ, consigliere in Management dei sistemi d’informazioni, Osservatorio Sapientis

Djemil CHAFAÏ, consulente in progetti innovativi, segretario generale dell’AFAV (Associazione francese per il Management dal Valore), co-fondatore dell’IIBA France

Alexandre ENGEL, progetti trasversali, esperto in Lean-Six Sigma

Brigitte FERRY, consigliere in Management dal Valore

Eric FROMANT, consulente in rischi industriali ed economia di funzionalità

André GASTEL, consigliere in organizzazione

Christophe GOBIN, ex-presidente dell’AFAV

Jean-Pierre GRANDHAYE, consigliere in Management dal Valore, pensionato universitario

Alain GUERCIO, consigliere in organizzazione e Management dei processi

Olaf de HEMMER GUDME, International business manager, presidente dell’AFAV, iniziatore della rete Valore (i) & Management

Laurent JEHANIN, consulente in acquisti, presidente dell’INPUT2 (International Purchasing Think Tank), co-fondatore dell’AFTE (Associazione francese dei tesorieri d’imprese)

Claude JOUINEAU, vice-presidente e membro fondatore dell’AFAV

Paul-Hubert des MESNARDS, Consulente in Analisi del Valore e creatività

Jean MICHEL, ex-presidente dell’AFAV

Rima NOURI, esperto in Soluzioni Focus

Audrey PHILIPPE, consulente in Analisi del Valore

Hugues POISSONNIER, professore associato a Grenoble Ecole de Management, direttore di ricerca dell’IRIMA (Istituto di ricerca e d’innovazione in Management degli acquisti)

André-Yves PORTNOFF, Osservatorio della Rivoluzione dell’Intelligenza, prospettivista, professore associato HEG, Friburgo

Michel RAQUIN, consulente, presidente del Club dei Piloti di Processi

Michel SANTI, professore emerito HEC, Parigi

Philippe SCHIESSER, consulente in eco-concezione, presidente dell’APEDEC (Associazione Professionale degli Ecodesigners e Eco-copywriters)

Hervé SERIEYX, Ex Delegato Interministeriale per  l’Occupazione Giovanile, Presidente d’onore dell’Unione dei Groupements d’employeurs di Francia (UGEF)

 

Traduzione italiana di Arlette e André-Yves Portnoff

Parigi, 6 maggio 2014

Testo francese sul sito http://www.change.org/fr/p%C3%A9titions/collectif-valeur-s-management?recruiter=84092958&utm_campaign=mailto_link&utm_medium=email&utm_source=share_petition

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A propos andreyvesportnoff

André-Yves Portnoff docteur ès sciences physiques, a été chimiste, chercheur en métallurgiste nucléaire au CEA avant de devenir journaliste à l’Usine nouvelle puis de diriger pendant dix ans Sciences & Technique, revue de prospective technologique. Co-auteur en 1983 du premier rapport français sur l’économie de l’immatériel (La Révolution de l’intelligence ) André-Yves Portnoff est consultant en innovation et conduite du changement, chercheur indépendant en partenariat avec le groupe de prospective Futuribles où il a développé un outil d’autodiagnostic des organisations basé sur les facteurs immatériels. Il enseigne notamment dans le MBA de la HEG de Fribours (Suisse). Avec Futuribles et Hervé Sérieyx (coauteur de Aux actes, citoyens ! Maxima éditeur) http://www.priceminister.com/nav/Livres/kw/andre%20yves%20portnoff Il mène actuellement une campagne pour la ré-industrialisation de la France et le retour de l’Europe à l’économie réelle. « Aux Actes Citoyens – de l’indignation à l’action » Ou comment transformer l’indignation pour qu’elle devienne constructive? Comment des initiatives innovantes peuvent transformer nos sociétés ? Soit, le pari de l’intelligence....des puces, des souris et des hommes Jean Michel Billaut: Connaissez-vous André-Yves Portnoff from Paris ? Aux actes citoyens : les e-pap http://www.dailymotion.com/video/xlmjrd_made-in-france-in-europe-andre-yves-portnoff-aux-actes-citoyens_news La Tribune: http://www.latribune.fr/opinions/20111109trib000662913/reindustrialiser-questions-de-confiance-.html L’Expansion : http://lexpansion.lexpress.fr/economie/les-grosses-entreprises-en-france-empechent-la-croissance-des-pme_264749.html En chanson : http://www.dailymotion.com/video/xjetbe_aux-actes-citoyens_news Commentez: http://fr-fr.facebook.com/pages/Aux-actes-citoyens-De-lindignation-à-laction/14815372191829 et http://www.facebook.com/profile.php?id=719057033&ref=tn_tnmn
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